Tempo Nella Vita e Vita Nel Tempo

Fulvio-Rottichieri-web

Da sempre attento ad avvalersi della fotografia come strumento di conoscenza dell’uomo e dei suoi spazi vitali – dal paesaggio urbano all’ambiente naturale -, in questo ciclo di opere Fulvio Rottichieri indaga il concetto di tempo, mettendo in rapporto la qualità istantanea dell’immagine fotografica e il perenne fluire degli eventi umani e naturali.

A questo proposito, l’artista distingue tra un tempo fotografico “misurato dalle fotocamere in secondi e frazioni di secondo” e un tempo “assoluto ed infinito” che abbraccia la vita presente, passata e futura dell’uomo, ponendosi sia come dimensione interiore dell’individuo sia come insieme di accadimenti che descrivono in maniera oggettiva la storia dell’umanità e il suo cammino evolutivo. In altre parole: se la fotografia cattura la brevità di un attimo bloccandolo nella fissità dell’immagine, Rottichieri “rimette in moto” questa temporalità “congelata”, riconnettendola con la concezione dinamica del tempo. Un risultato raggiunto contrapponendo alla staticità del paesaggio naturale – una marina al tramonto, un notturno al chiaro di luna, uno scenario dall’atmosfera surreale – i passi di danza delle ballerine, espressione di un movimento che rimanda al continuo divenire delle cose.

Come nota l’artista, prolungando i tempi di esposizione è possibile “cogliere e dilatare” l’istantaneità di un gesto, la successione di fasi che scandiscono un movimento, rendendo “lungo” un tempo di per sé breve e difficilmente percepibile dall’occhio umano; al contrario, l’obiettivo che immortala uno spettacolo naturale concentra nell’istantaneità dello scatto un tempo indeterminato ed illimitato. E’ un modo per riflettere sul medium fotografico, considerandone le specificità linguistiche e quasi forzandole per ampliare i confini semantici dell’immagine. Ne deriva un uso espressionistico del colore e della luce, che prevede l’alternanza di toni notturni e tinte sature, bianchi luminosi e neri profondi, ampie zone monocrome e “pennellate” di luce.

Daniela Pronestì

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