Material Cosmologies

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Sabato 14 novembre alle ore 18.30 in via Borgo Stella, 23/r a Firenze si apre il secondo appuntamento della rassegna di arti visive Etoile Toy/ Visual Art Florence promossa dal Florence Dance Center di Marga Nativo e Keith Ferrone e realizzata in collaborazione con la curatrice e storica dell’arte Daniela Pronestì per l’edizione 2015/2016. La rassegna, ideata da Mario Mariotti nel 1987, presenta un carattere di assoluta originalità rispetto ad altre realtà espositive fiorentine.

Il secondo appuntamento della rassegna ospita l’artista israeliano JD Doria in mostra con il progetto dal titolo Material Cosmologies.

La ricerca artistica di JD Doria si bas sull’uso della piastra di Petri, recipiente piatto di vetro o plastica, solitamente di forma cilindrica, usato in molti campi della biologia per la crescita di colture cellulari. Su questa piastra l’artista israeliano versa materiali liquidi inchiostro, vernice e colori acrilici solitamente usati su carta o altri supporti artistici. La combinazione di queste sostanze scatena reazioni chimiche immortalate da una fotocamera digitale posta al di sopra della piastra. Come spiega l’artista queste sostanze non si fondono del tutto, ma mantengono le loro identità separate, generando delle immagini che presentano una struttura frattale. Osservando la vernice asciugarsi – prosegue JD Doria – colgo l’immagine come moltitudine. E’ come se emergesse una nuova cosmologia, una pluralità di immagini che improvvisamente si rivela.

Per info sull’artista: jd-doria.com

Essere e non essere

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Sabato 23 gennaio alle ore 18.30 in via Borgo Stella, 23/r a Firenze si apre il terzo appuntamento della rassegna di arti visive Etoile Toy/ Visual Art Florence promossa dal Florence Dance Center di Marga Nativo e Keith Ferrone e realizzata in collaborazione con la curatrice e storica dell’arte Daniela Pronestì per l’edizione 2015/2016.

Il terzo appuntamento della rassegna ospita l’artista fiorentino Massimiliano Corsi in mostra con il progetto intitolato  Essere e non essere. Il mito del labirinto tra figurazione e astrattismo. 

Il progetto si compone di dodici grandi pannelli ispirati al mito di Teseo e il Minotauro, tra i più celebrati dalla cultura artistica e letteraria d’Occidente. Il mito racconta la vicenda di Teseo, giovane eroe attico giunto a Creta per uccidere il Minotauro, orribile creatura metà uomo e metà toro rinchiusa nel labirinto di Cnosso dal re Minosse. Fondamentale per la riuscita dell’impresa è l’intervento della figlia di Minosse, Arianna, che, innamoratasi di Teseo, gli suggerisce di legare un filo all’ingresso del labirinto in modo da poter ritrovare la via del ritorno. Al significato storico della vicenda – la ribellione delle città greche contro il predominio di Creta – si sovrappongono altre interpretazioni, che vedono nell’uccisione del Minotauro iltrionfo della razionalità sull’istinto, della conoscenza sull’ignoranza, della legge sulla violenza.

Per info sull’artista: www.massimilianocorsi.com

A Symphony of Seasons

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Domenica 13 marzo alle ore 18 si apre il quarto appuntamento della rassegna di arti visive Etoile Toy/ Visual Art Florence promossa dal Florence Dance Center di Marga Nativo e Keith Ferrone e realizzata in collaborazione con la curatrice e storica dell’arte Daniela Pronestì per l’edizione 2015/2016. Ci sarà anche una perfomance a cura di FloDance Corps.

Il quarto appuntamento della rassegna ospita l’artista indiano Devdatta Padekar in mostra con il progetto intitolato A Symphony of Seasons. Si tratta di un progetto che l’artista indiano ha realizzato nell’arco di due anni visitando le regioni alpine di cinque nazioni (Italia, Svizzera, Germania, Austria e Francia) con lo scopo di trasferire nella pittura la bellezza incontaminata di questi paesaggi. La scelta del titolo mette in luce un aspetto centrale nell’opera di Devdatta: l’armonia e il ritmo presenti nelle forme naturali e nella musicalità dei colori. Il suo sguardo si posa sul paesaggio con l’intento di catturare l’atmosfera dei luoghi, le voci della natura che parlano al cuore dell’artista.

Devdatta Padekar (1978) vive a Bombay, in India. La sua formazione artistica è avvenuta inizialmente nel suo paese d’origine, per poi proseguire in Europa, tra Londra e Firenze. Dopo diversi progetti dedicati alla figura umana, e in particolare al tema delle ballerine, ha esteso il suo interesse anche al paesaggio naturale, realizzando una prima serie intitolata Deer Trails Sweden. Le tecniche che predilige sono il pastello e la pittura ad olio.

Per info sull’artista: www.devdattapadekar.com

Nature AND Men/Men WITH Nature

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Il 4 novembre 1966 Firenze e molti paesi limitrofi si trovarono devastati dalla furia del fiume Arno in piena. 35 vittime e innumerevoli danni furono il bilancio di questa terribile catastrofe, che vide  protagonista anche la solidarietà di moltissimi Italiani, venuti da ogni parte per salvare vite, animali, oggetti e opere d’arte.

Cinquanta anni dopo, Firenze ricorda quella calamità naturale (a cui purtroppo ne sono seguiti altre in tutto il Paese, anche recentemente) attraverso una serie di eventi, tra cui questa mostra, che presenta le opere di 14 artisti provenienti da tutto il mondo.

Lo scopo di questa collettiva è promuovere innanzitutto il rispetto del Pianeta, imparando a conoscerlo e considerando anche i suoi aspetti imprevedibili. Dobbiamo sempre ricordarci che facciamo parte di un ambiente che ci circonda e ci ospita ma non ne siamo i padroni.

Questo tema è esplorato dalle oltre 30 opere in esposizione, secondo varie sfaccettature e punti di vista. Mostrando l’organizzazione che si crea tra esseri umani e ambiente circostante oppure osservando i più semplici e i più complessi elementi naturali, questi autori ci presentano vari modi in cui è possibile vivere davvero “con” la natura, come recita il titolo. Altri invece si focalizzano sugli esiti di un approccio sbagliato e violento ad essa.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, inserita nel calendario della Rassegna di arti visive Etoile Toy/ Visual Art Florence promossa dal Florence Dance Center di Marga Nativo, sabato 17 settembre sarà presentata una coreografia di Benedetta Ghiglia ispirata alle opere degli artisti a cura della FloDance Corps.

The End of the World

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KEVIN BERLIN

Le opere di Kevin Berlin, si trovano nelle collezioni di Kim Basinger, Luciano Pavarotti, David Letterman, Bill e Hillary Clinton, Dudley e Lisa Anderson, Quincy Jones, Buzz Aldrin, Henry Buhl, e General Motors Corp.

Berlin, formatosi alla Yale University, ha studiato alla Slade School of Fine Art ed è apparso in The New York Times Magazine, Shanghai Daily, The Miami Herald, USA Today, MTV, Tokyo Television, BBC Radio e oltre 40 stazioni televisive negli Stati Uniti. Berlin è stato premiato dal presidente Reagan alla Casa Bianca come giovane studioso delle Arti nel 1983. Le sue recenti mostre personali più importanti sono state a Shanghai, Londra,  L’Aia e a New York City, USA.

www.kevinberlin.com

Instagram: #kevinberlinofficial

Nato a Rochester, New York, 1965.
United States Presidential Scholarship, Honored by President Reagan at The White House, Washington D.C. 1983.
Yale University, B.A., New Haven, Connecticut, USA, 1987.
Slade School of Fine Art, London, United Kingdom, 1988.

Attualmente  vive e lavora a Firenze,  Italia e Southampton, New York.

Tempo Nella Vita e Vita Nel Tempo

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Da sempre attento ad avvalersi della fotografia come strumento di conoscenza dell’uomo e dei suoi spazi vitali – dal paesaggio urbano all’ambiente naturale -, in questo ciclo di opere Fulvio Rottichieri indaga il concetto di tempo, mettendo in rapporto la qualità istantanea dell’immagine fotografica e il perenne fluire degli eventi umani e naturali.

A questo proposito, l’artista distingue tra un tempo fotografico “misurato dalle fotocamere in secondi e frazioni di secondo” e un tempo “assoluto ed infinito” che abbraccia la vita presente, passata e futura dell’uomo, ponendosi sia come dimensione interiore dell’individuo sia come insieme di accadimenti che descrivono in maniera oggettiva la storia dell’umanità e il suo cammino evolutivo. In altre parole: se la fotografia cattura la brevità di un attimo bloccandolo nella fissità dell’immagine, Rottichieri “rimette in moto” questa temporalità “congelata”, riconnettendola con la concezione dinamica del tempo. Un risultato raggiunto contrapponendo alla staticità del paesaggio naturale – una marina al tramonto, un notturno al chiaro di luna, uno scenario dall’atmosfera surreale – i passi di danza delle ballerine, espressione di un movimento che rimanda al continuo divenire delle cose.

Come nota l’artista, prolungando i tempi di esposizione è possibile “cogliere e dilatare” l’istantaneità di un gesto, la successione di fasi che scandiscono un movimento, rendendo “lungo” un tempo di per sé breve e difficilmente percepibile dall’occhio umano; al contrario, l’obiettivo che immortala uno spettacolo naturale concentra nell’istantaneità dello scatto un tempo indeterminato ed illimitato. E’ un modo per riflettere sul medium fotografico, considerandone le specificità linguistiche e quasi forzandole per ampliare i confini semantici dell’immagine. Ne deriva un uso espressionistico del colore e della luce, che prevede l’alternanza di toni notturni e tinte sature, bianchi luminosi e neri profondi, ampie zone monocrome e “pennellate” di luce.

Daniela Pronestì

Life On Your Face

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In mostra dipinti, fotografie e disegni della giovane artista siciliana Laura Costantino, alla sua prima esposizione fiorentina. Come indicato dal titolo della mostra, Life on your face, le opere della Costantino indagano il volto come confine tra il dentro e il fuori dell’individuo, vero e proprio diaframma che divide la dimensione identitaria dall’alterità del mondo esterno.

Il volto racconta tutto di noi, passioni, paure, dolori, speranze, conflitti non risolti. Una narrazione che si carica di altri significati se il volto indagato è quello femminile, nelle sue diverse età e configurazioni. Fasi, momenti, passaggi cronologici ed esistenziali che Laura Costantino ricostruisce attraverso i volti delle sue donne, partendo dall’infanzia ed arrivando all’età matura.

Ogni volto ha la sua storia ed ogni età la sua bellezza: non c’è un canone, tantomeno una regola, ma solo vita che scorre, lasciando tracce indelebili. Di questi segni che solcano il volto, l’artista siciliana cattura l’essenza, il senso nascosto e profondo, mutandolo in un vibrante tessuto cromatico.

Al colore, Costantino affida il compito di esprimere il non detto, l’emozione celata in uno sguardo, il segreto di una ruga carica di vissuto. Dettagli che la fotografia per prima le consente di catturare, immortalando i soggetti dei suoi dipinti in pose ed attitudini che ne rappresentano il carattere. Lungi dall’essere modello della pittura, la fotografia è per lei un raffinato mezzo d’indagine della realtà, un linguaggio artistico coltivato parallelamente alla pittura e non come suo strumento.

Il bianco e nero fotografico è già colore che prelude al chiaroscuro dei volti disegnati. Quest’ultimi devono intendersi come il tramite tra fotografia e pittura, una fase di studio del soggetto che ne anticipa la trascrizione pittorica.

Nel passaggio da un medium all’altro il volto raffigurato non è mai uguale a se stesso, ma ogni volta nuovo e diverso; è come se procedendo dalla fotografia, al disegno, alla pittura, il volto mostrasse lati inediti di sé che l’artista ha saputo cogliere e fermare nell’immagine. Un viaggio nell’universo femminile, lontano da ogni retorica e stereotipo, capace, invece, di restituire con verità ed emozione le tante sfaccettature dell’essere donna.

Daniela Pronestì

LA NATURA DELLE DONNE

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La donna creativa, la donna romantica, la donna in festa, la lottatrice, la donna sofferente, solitaria, intraprendente e capace di prendersi cura di sé. Questi e molti altri sono aspetti applicabili all’universo femminile, interpretati da 15 artisti selezionati da Anna Mola e trasformati in danza dalle ballerine del FloDanceCorps con la coreografia di Benedetta Ghiglia.

Proseguendo la scelta tematica, iniziata a settembre 2016, che indaga il legame tra genere umano e ambiente naturale, per questa edizione si è deciso di approfondire l’analisi della sfera femminile, inserita in un contesto naturalistico, urbano e/o astratto.

Questi 15 autori – tra cui 9 donne – hanno affrontato questo tema in modo originale, alcuni per la prima volta, altri invece ne fanno oggetto di ricerca da svariati anni. Qualcuno ha scelto la via dell’astrazione pura, altri quella della simbologia, altre ancora hanno preso a modelle se stesse. La femminilità, intesa come argomento artistico, offre, infatti, sempre moltissimi spunti di riflessione. Osservatori interni ed esterni hanno declinato il titolo dell’esposizione, focalizzandosi su determinate caratteristiche femminili: dalle più evidenti e manifeste a quelle forse meno sospettabili e più difficilmente descrivibili. 

Il risultato è una mostra molto eterogenea, sia per gli stili che per la modalità di affrontare il soggetto e il significato che assume per ognuno di loro. C’è chi, dunque, propone opere concettuali ed evocative, chi eleva un oggetto a simbologia di genere, chi ha realizzato reportage in cui “ruba” attimi di vita e chi si è messo in posa costruendo complessi autoritratti.

Nasce così “LA NATURA DELLE DONNE”: esposizione con 40 opere di pittura, fotografia, scultura e grafica digitale realizzate da artisti italiani e internazionali, inserita nella perfetta cornice del Florence Dance Center, una scuola di danza femminile di decennale esperienza e nel progetto “Etoile Toy”.

La mostra collettiva comprende i lavori di: Giulia Bacchetta, BibArt, Francesco D’Alonzo, Iraceia De Oliveira, Patricia Glauser, Jane Gottlieb, Virpi Leinonen, Ludà, Anna Maria Maciechowska, Daniele Robotti, Domenico Ruccia, Lillo Sauto, Morris Spagnol, Svetlana Trefilova, Javier Fernando Volovich.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, inserita nel calendario della Rassegna di arti visive Etoile Toy/Visual Art Florence promossa dal Florence Dance Center di Marga Nativo, sabato 10 giugno sarà presentata una coreografia di Benedetta Ghiglia ispirata alle opere degli artisti a cura di FloDance Corps.